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Pensare il Futuro

IL CLIMA, LE TUTELE

MARIO AGOSTINELLI - 04/04/2025

assicurazioneIl Consiglio dei Ministri del 28 marzo ha posticipato al 1° ottobre 2025 per le medie imprese ed al 1° gennaio 2026 per le piccole e micro imprese, l’obbligo di stipulare una polizza assicurativa contro i disastri naturali, sostenendo interamente il costo di questa misura. Per le grandi imprese resta in vigore la scadenza del 1° aprile del corrente anno.

Sono interessate dalla misura oltre 4,5 milioni di imprese italiane – tra artigiane, commerciali e industriali – che saranno obbligate a coprirsi dai danni sempre più probabili dell’innalzamento delle temperature dovute alle emissioni di CO2. Il negazionismo dei petrolieri e delle corporation dei fossili ha sempre smentito una responsabilità, che ora anche un governo inadempiente sulle rinnovabili come l’attuale è costretto a riconoscere, riversando i costi a valle anziché a monte dei processi.

Nel solo 2023, secondo ANIA, i danni assicurati nel nostro Paese hanno superato i 6 miliardi di euro, con 5,5 miliardi legati a eventi climatici estremi. Le alluvioni che hanno devastato Emilia-Romagna e Toscana hanno causato da sole 800 milioni di euro di perdite.

Secondo i dati di CINEAS, ogni anno le calamità naturali costano allo Stato circa 3,5 miliardi di euro in fondi pubblici.

Il Governo ha dichiarato l’impossibilità di proseguire con l’attuale modello di intervento emergenziale, come evidenziato qualche mese fa dal ministro per la Protezione civile Nello Musumeci, che ha affermato: “La nuova strada da imboccare è quella delle assicurazioni. Dobbiamo ricorrere alle polizze assicurative per le aziende, non possiamo pensare che lo Stato possa intervenire sempre e per tutti”. Ma lo Stato dovrebbe adottare una politica energetica ben diversa da quella che anche con il Piano Energetico Nazionale per l’energia e il clima (PNIEC) contraddice gli accordi di Parigi, le indicazioni del Green Deal UE, oltre che la volontà dei cittadini spaesati dalla inconsistenza delle misure adottate. Non è certo Trump e non sono gli ammiccamenti alle sue pretese a trovare consenso tra la gente comune preoccupata di un cambiamento sempre più accelerato.

Il risultato della scelta della compagine di governo è chiaro: i costi della crisi climatica, causata da decenni di politiche sbagliate e di investimenti nei combustibili fossili, vengono ancora una volta scaricati su chi ne subisce le conseguenze, ovvero imprese e cittadini.

Sace, l’Ente di Assicurazioni per i servizi finanziari e assicurativi per le imprese, attraverso Cassa Depositi e Prestiti, garantirà una copertura di riassicurazione fino a 5 miliardi di euro a beneficio delle compagnie assicurative. Tali risorse arriveranno dalla fiscalità generale, traducendosi in un aggravio della pressione fiscale per imprese e cittadini e determinando così una doppia penalizzazione per chi il danno lo subisce. Quando si dice che una autentica democrazia dovrebbe guardare davvero in basso e non sempre salvaguardare i piani alti…

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