La regina Vittoria definì Camillo di Cavour ed i metodi del suo Governo “pirateschi e mascalzoneschi” (Denis Mack Smith, Cavour, Bompiani, pag. 271), La regina Vittoria definì Garibaldi “Un grande condottiero, un uomo onesto, ma pur sempre un rivoluzionario e repubblicano”, e per questo non volle riceverlo nel 1864 a Londra. Due persone rifiutarono di incontrare Garibaldi: Karl Marx e la Regina. Vediamo a grandi linee i due “Padri della Patria”: Cavour e Garibaldi.
Cavour non scese mai sotto Firenze, non vide mai Roma ed il Sud Italia. Parlava correntemente il francese anche con re Vittorio (la madre era svizzera francese), capiva il dialetto ma faticava ad esprimersi in italiano come le cronache parlamentari riferiscono.
Garibaldi parlava correttamente il portoghese, lo spagnolo, il francese e l’inglese (aveva vissuto per molti mesi a New York con Meucci, l’inventore del telefono). Garibaldi era cresciuto come marinaio ed ottenne il comando di navi da carico per il commercio nel Mediterraneo e nel Mar Nero. In Sud America raggiungeva l’Indocina e la Cina. Ciò che fece combattendo in Sud America per mare e per terra la quasi totalità degli italiani non sa. Cavour e Garibaldi si odiavano ferocemente. Garibaldi sfidò a duello Cavour.
Cavour era interessato di fatto ad ampliare il territorio del regno sabaudo annettendo la Lombardia ed il Veneto, Garibaldi combatteva per l’Unità d’ Italia con Roma capitale. I piani di Cavour vennero travolti nel 1860 e Cavour tentò in tutti i modi di fermare l’impresa di Garibaldi spedendo in Sicilia il fido La Farina per impedire a Garibaldi di passare lo stretto di Messina e salire verso Napoli e magari Roma. Cavour definiva Garibaldi come “l’eroico ciula”. Come dargli torto oggi? Garibaldi morì in povertà dopo aver rifiutato un vitalizio offerto da re Vittorio Emanuele. Era stato un uomo di potere e di successo definito dalla stampa inglese “il più grande eroe romantico del secolo”.
Due famose squadre di calcio inglesi portano dal 1864 la maglia rossa in onore delle camice rosse e Garibaldi: il Nottingham Forest e l’Arsenal. Dopo l’ultima sua vittoria nel 1870 a Digione, venne eletto al Parlamento francese dove ricevette insulti come italiano che aveva battuto i prussiani strappando pure l’unica bandiera al nemico tedesco. Victor Hugo, non un Piero Chiara, si dimise da parlamentare per solidarietà a Garibaldi.
Garibaldi vecchio e malato fu il Fondatore a Torino nel 1871 dell’Ente per la protezione degli animali. Fu presidente onorario di decine di SOMS, Società operaie di mutuo soccorso, maschili e femminili. Venne eletto per acclamazione Presidente della prima Internazionale Socialista, quella dello scontro tra Marx e Bakunin (Garibaldi tifava per Mikail Bakunin, anarchico russo, suo estimatore). Favorevole ad un esercito nazionale di leva, fu promotore dell’apertura di poligoni di tiro a segno in tutta la Penisola perché ogni cittadino doveva saper combattere. Alla fine divenne però internazionalista e pacifista. Quindi aveva ragione Cavour o la regina Vittoria?
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