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In Confidenza

ALADINO

Don ERMINIO VILLA - 04/04/2025

lazzaroQuando Gesù va da Lazzaro è ormai tardi: è già morto. Come mai Dio arriva sempre in ritardo sulle nostre attese e i suoi interventi sono sfalsati rispetto alle nostre esigenze? È colpevole di “omissione di soccorso”.

Marta, Maria, la gente dicono a Gesù la stessa cosa: “Signore, se tu fossi stato qui…”. Lo stesso diciamo noi. È il rimprovero amareggiato di un’aspettativa delusa.

A Gesù non importa che il morto sia “di 4 giorni”, ma che la mia voglia di vita sia “di oggi”. L’essenziale cioè è che il profumo della mia speranza vinca i cattivi odori che ammorbano il cuore, la testa, la realtà. Questo diventa possibile attraverso 3 azioni molto spicce che lui chiede ai suoi compaesani allora e a noi oggi: Togli la pietra! Vieni fuori! Sciogli le bende e lasciati andare!

La favola di Aladino è un incrocio di storie sepolte da macigni. Il ladruncolo Aladino si ritrova bloccato nella buia caverna dove è spinto, ingannato dal finto zio mago. Per Jasmin, la figlia del sultano, il palazzo è una prigione. Il Genio è rinchiuso nella lampada, mal ridotta e ammaccata.

Il primo passo è “togli la pietra!”, inizia con coraggio a spostare qualche masso che impedisce di vivere e nasconde sotto le macerie la verità della propria preziosità. La caverna delle meraviglie dice: “Chi osa disturbare il mio riposo?”. “Ehm, sono io, Aladin, un umile ladro”. “Ti avverto, soltanto uno può entrare qui, colui che cela in sé il proprio valore: un diamante allo stato grezzo”.

Il secondo passo è “vieni fuori dalla buca!”, dall’ombrosità! Esci dal sentirti finito! È ora di amarti, è ora di accorgerti della vita, è ora di gustare la vita! Aladin raduna le forze e urla: “Chiunque tu sia, fammi uscire di qui per abbracciare la luce, se ne hai il potere”.

Il terzo passo è “sciogli le bende e lasciati andare!”. Quante volte siamo legati, bloccati, mummificati da bende (passività, rasse-gnazione, scoraggiamento, delusione=. Il Genio dice alla fine: “Ti re-sta ancora un desiderio: devi solo chiedere e sarai di nuovo princi-pe”. Aladin gli risponde: “Non posso fingere di essere quello che non sono. Genio, voglio che TU sia libero.”

Anche in noi c’è un “genio”, c’è una potenza infinita che chiede di essere liberata, rivitalizzata, ridata alla luce. È quanto Gesù compie con Lazzaro, insegnando che “morte” non è il contrario di “vita”, ma solo di “nascita”. La parola “vita” non ha contrario: “Io sono la vita” dice Gesù. Male, morte, pietre, bende, tenebre non hanno l’ultima parola.

Aladin significa in arabo “nobiltà coraggiosa della fede”. È la possibilità di svegliarci alla vita. Non è mai tardi. È sempre l’ora giusta. Però… tirati fuori dalla buca!

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