Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

Sport

ANVERSA, MEZZO SECOLO FA

CLAUDIO PIOVANELLI - 04/04/2025

ignis-197510 aprile 1975: 50 anni fa la storica finale di Coppa Europa vinta dall’Ignis ad Anversa contro il Real Madrid.

Per la squadra gialloblù è il sesto atto finale consecutivo della massima competizione continentale (il bilancio, al momento, è di tre vinti e due persi) e, come era accaduto in altre precedenti occasioni, i varesini si presentano da sfavoriti.

Il motivo principale di questa avversità dei pronostici sta nell’assenza di Dino Meneghin. SuperDino, infatti, si è infortunato solo qualche giorno prima, in allenamento, esattamente il 4 aprile, cercando di stoppare il compagno Carraria lanciato a canestro. La diagnosi parla di frattura spiroide del quarto metacarpo della mano destra, la stessa che Meneghin si era già fratturato il 18 dicembre e che lo aveva costretto a una lunga sosta di 45 giorni (singolare, allora, la causa del suo infortunio: la mano di Dino aveva cozzato violentemente contro il gomito dell’arbitro Solenghi che a Milano stava alzando la palla contesa all’inizio della partita con la Mobilquattro). In questo secondo caso, però, si parla di tempi di recupero un po’ più lunghi e quindi di stagione finita.

Quanto pesi a tutto campo Meneghin nell’Ignis è cosa arcinota; ricordiamo ad esempio la sua importanza realizzativa nel mese precedente la finale di Anversa: 16 punti contro il Racing Malines, 19 punti contro il Saclà Torino, 20 punti contro la Jolly Forlì, 16 punti all’andata e 10 al ritorno contro il Berck (semifinale di Coppa Europa), 14 punti contro il Sapori Siena, 31 punti contro la Sinudyne Bologna, solo 2 contro l’Innocenti Milano.

Il Real Madrid, oltretutto, schiera sotto canestro due giganti come Cliff Luyk e Rafael Rullan, così il compito che attende Bisson e i giovanissimi Carraria (17 anni) e Rizzi (18) appare davvero improbo. Ma il Real non è forte soltanto sotto canestro: gli esterni Szerbiack e Brabender garantiscono grande qualità e tanti punti. Ma starà a Sandro Gamba, per la seconda stagione sulla panchina gialloblù, risolvere i dilemmi tattici.

Aggiungiamo che per gli scaramantici Anversa non evoca piacevoli ricordi: solo tre anni prima, infatti, l’Ignis di Aza Nikolic era uscita sconfitta nella finale con il CSKA Mosca del grande Serghey Belov.

Pronti, via! L’Ignis comincia molto bene, riesce ai varesini l’intento di far correre i lunghi spagnoli che vedono pochi palloni. Così il punteggio segna 28-20 al 13′ e 29-24 al 16′ quando però Yelverton incappa già nel quarto fallo. L’uscita dell’americano provoca un po’ di sbandamento e l’Ignis accusa il colpo, concedendo recupero e sorpasso agli spagnoli che vanno al riposo avanti di tre lunghezze: 38-35.

All’uscita dagli spogliatoi però l’Ignis chiarisce che non ci sta affatto a perdere: piazza un poderoso parziale di 14-2 e va a guidare 49-40 e poi 51-42. Ma dopo 4’30” Yelverton commette il suo quinto fallo su Brabender (davvero fiscale l’arbitraggio del cecoslovacco Jahoda e del tedesco occidentale Bestgen) e deve lasciare il campo. Poco dopo però (è il 7′, 54-45 il punteggio) Sergio Rizzi viene spedito in campo per dare fiato a Zanatta e comincia a bersagliare il canestro, restando sul terreno sino alla fine e chiudendo con 13 punti all’attivo (6 su 9 al tiro) e 3 rimbalzi, consentendo così all’Ignis non solo di mantenere il vantaggio ma di incrementarlo.

Finisce 79-66 per Bob Morse (29 punti) e compagni, un trionfo considerando anche che per la prima volta nella storia della manifestazione una squadra chiude la Coppa Europa imbattuta (superati nell’ordine UBSC Vienna, Balkan Botevgrad, Zadar Zara, Slavia Praga, Racing Malines e Berck).

Per tutti Sergio Rizzi è l’eroe di Anversa: nato il 22 giugno 1956 ad Alzano Lombardo, è all’Ignis dalla stagione precedente; è un’ala pivot di 202 centimetri con buoni fondamentali, un’ottima elevazione e una notevole mano dalla media distanza. Studente del liceo scientifico, è il pupillo di Iwan Bisson, che lo elegge a suo successore. A Varese però Rizzi resterà poco: chiuso da campionissimi ancora sulla breccia, nel 1977 emigrerà a Torino seguendo Sandro Gamba. Morirà giovanissimo, nel 1989, a soli 33 anni, tradito dal cuore durante una vacanza al mare con la famiglia.

La conquista della quarta Coppa Europa è un successo che rende un po’ meno amaro il divorzio dalla Ignis: pochi giorni prima della finale, infatti, il 2 aprile, l’azienda di Comerio, ormai nell’orbita della Philips, aveva ufficializzato la fine della storica sponsorizzazione della Pallacanestro Varese durata ben 19 anni.

L’assenza di Dino Meneghin peserà poi molto sul fronte del campionato: a prevalere sarà alla fine la Forst Cantù, capace di imporsi alla penultima giornata contro una Ignis ormai stremata da una stagione pesantissima (94-71), chiudendo così con due punti di vantaggio in classifica.

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

You must be logged in to post a comment Login