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Attualità

LA GRANDE BELLEZZA INSUBRICA

CESARE CHIERICATI - 04/04/2025

Santa Maria Foris Portas a Castelseprio, patrimonio Unesco

Santa Maria Foris Portas a Castelseprio, patrimonio Unesco

L’Italia possiede 54 siti Unesco patrimonio dell’umanità. Nove sono in Lombardia, quattro si trovano in provincia di Varese: Il Sacro Monte, l’Isolino Virginia (Lago di Varese) con i suoi giacimenti palafitticoli, Castel Seprio e Torba di archeologia longobarda infine i giacimenti paleontologici del Monte San Giorgio affacciato al lago Ceresio. Quest’ultimo è un sito transnazionale essendo in condominio con il Canton Ticino e quindi con la Svizzera.

Nel complesso una realtà di straordinario valore storico e ambientale rimasta sempre un po’ in ombra, ma da alcuni anni in fase di riscoperta, rilancio e valorizzazione. Prova ne sia che di recente sono stati stanziati cinque milioni di euro a favore di due dei quattro siti del Varesotto, Sacro Monte e Castel Seprio. Entrambi saranno finanziati per intero dai fondi per i Grandi Progetti Strategici del Ministero della cultura. Dopo un lungo cammino di riordino di leggi e leggine in materia culturale, sia a livello centrale sia a livello regionale, sembra vicino il momento del passaggio dalle promesse ai fatti. Con l’obiettivo condiviso da tutti gli attori in scena di apportare significativi miglioramenti ai luoghi Unesco sia sul versante della conservazione sia su quello importantissimo dell’accessibilità.

È il caso ormai storico del Sacro Monte di Varese, frequentatissimo nei fine settimana e nei festivi sia sul versante ludico che su quello spirituale. In quelle occasioni mostra puntualmente tutte le storiche insufficienze della viabilità stradale e della stessa funicolare, bellissima ma eccentrica rispetto al cuore del borgo. Difficoltà cui si accompagna il solito inevitabile corollario di polemiche tra Chiesa locale, Polizia Municipale, residenti, pellegrini, turisti a vario titolo, commercianti e ristoratori. Tutti, è ovvio, con la loro parte di torti e di ragioni.

Comunque sia una rinnovata attenzione da parte della Regione non potrà che giovare al Sacro Monte (1604), quattordici cappelle distribuite su una salita di due chilometri, un capolavoro del barocco con approdo in vetta al Santuario di Santa Maria del Monte. Il sito deve ovviamente fare i conti con manutenzioni costose e non sempre impeccabili come da decenni denunciano, con sobrio rigore, “Gli amici del Sacro Monte”.

Non minori attenzioni merita il luogo Unesco di Castelseprio, una Pompei medioevale. Scavi, rovine di antiche mura, torri, fortificazioni, edifici sacri ne costituiscono l’inestimabile patrimonio artistico. Affacciato sul fiume Olona era un presidio territoriale che controllava la via di collegamento tra Milano e le Alpi. Nel periodo longobardo divenne un distretto amministrativo e giudiziario esteso dal Monte Ceneri (Cantone Ticino) alle porte della capitale lombarda; dal lago Maggiore alla Valle d’Intelvi (Provincia di Como). Un ricco libro fotografico (Lombardia patrimonio dell’umanità) – prima edizione nel 2011 seconda nel 2016 – promosso dalla Regione Lombardia e illustrato da Carlo Meazza, racconta molto bene la “grande bellezza” dei nove luoghi dell’Unesco fornendo anche dettagliate informazioni di carattere storico e geografico. Non resta che sperare di vedere quanto prima fiorire gli investimenti annunciati grazie a nuovi percorsi di visita, ad allestimenti e mostre d’arte e a rinnovate forme di comunicazione.

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