Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

Garibalderie

ITALIA-RUSSIA 3-0

ROBERTO GERVASINI - 21/03/2025

Il generale russo Alexander Suvorov, il russo che liberò l'Italia dai francesi

Il generale russo Alexander Suvorov, il russo che liberò l’Italia dai francesi

Durante gli ultimi 225 anni noi italiani abbiamo inflitto un secco 3 a 0 alla Russia. Una cosa ben diversa dal 3 a 0 inflitto dall’Italia agli USA nella finale di volley femminile alle Olimpiadi ultime; emozionante, indimenticabile. L’Italia ha invaso la Russia tre volte contro nessuna invasione della Russia in Italia dopo il 1799, Tre a zero. La sconfitta di Napoleone in Russia non oscura altre vicende del 1799 quando i francesi occuparono la Svizzera e un’alleanza tra impero asburgico e impero zarista si formò contro i francesi, A capo delle truppe coalizzate venne nominato il generale russo Alexander Suvorov che, grazie alle sue indubbie capacità “liberò” Milano Torino Genova dai francesi.

Le guerre napoleoniche dei russi non sono meno note ai russi rispetto a quella mondiale contro Hitler, tant’è vero che Putin voleva regalare al Comune di Torino una statua del generale Alexander Suvorov. La prima occupazione italiana in territorio russo avvenne nel 1853 in Crimea: un contingente di 18.000 uomini dell’esercito sabaudo si schierò con francesi e inglesi contro lo Zar e si distinse nella battaglia della Cernaia. La seconda occupazione in territorio russo avvenne nel 1917, Un’ Italia in rotta dopo Caporetto mandò in Russia un contingente per intervenire nella guerra civile russa tra bianchi e bolscevichi. Schierati coi Bianchi, vinsero, contro tutti, i bolscevichi e Lenin uscì subito dalla Grande Guerra.

La terza occupazione italiana è quella del 1942 con gli alleati tedeschi e romeni. Della “Sacca del Don” e di “Nikolajewska” abbiamo sentito parlare, visto e letto. 80.000 italiani morti tra i valorosi alpini della Julia, della Tridentina, della Cuneense, dei fanti della Ravenna. Follie e massacri che non trovano mai fine. Vale sempre il motto “Armiamoci e partite”. Partono sempre i figli dei poveracci mentre altri si arricchiscono. Per citare Francois Rebelais ma anche Tomaso Moro di Utopia si può ripetere “C’ est l’argent qui fait la guerre”. Ma citare anche il latino di 14 secoli prima, Marco Tullio Cicerone: “Pecunia est nervus belli” fa più figo.

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

You must be logged in to post a comment Login