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Attualità

“RSA E NON SOLO”

SANDRO FRIGERIO - 21/02/2025

Il neo direttore generale Carlo Nicora con il vicepresidente Michele Graglia

Il neo direttore generale Carlo Nicora con il vicepresidente Michele Graglia

Il segreto peggio custodito in città è finalmente risolto. La Fondazione Molina, una delle maggiori realtà anche dal punto di vista dei “numeri” di Varese, ha un direttore generale, in attesa di avere un nuovo presidente. Ma quasi per caso.

A guidare la Fondazione, che è anche una delle principali RSA, insomma, Residenza per anziani, della Lombardia è stato nominato Carlo Nicora, varesino di Sumirago, che prende il posto occupato nell’ultimo trienno di Marco Masini. Entrambi medici, ma con diverso profilo: Masini era stato coordinatore della rete territoriale e del Dipartimento per la continuità assistenziale e cronicità dell’ASST Valle Olona (il sud provincia). Nicora ha un profilo spiccatamente manageriale, maturato in posizioni di vertice nei più noti poli della sanità lombarda, ma con un’uscita “burrascosa” nella sua ultima esperienza, quella dell’Istituto dei Tumori di Milano, alla cui guida era ancora a Natale.

Una nomina, quella dell’ente di Viale Borri, maturata “in zona Cesarini” e in un quadro segnato anche dalle improvvise dimissioni per ragioni personal-familiari del presidente Carlo Maria Castelletti, giunte a fine gennaio, con le funzioni temporaneamente trasmesse al vice Michele Graglia, l’ingegnere che dal 2007 al 2011 ha guidato Confindustria (allora “Unione Industriali”) Varese.

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Al sindaco Galimberti spetta la nomina del Presidente La cosa più urgente era individuare il Direttore Generale

In previsione della fine mandato a metà febbraio 2025 del direttore uscente, era stato avviato un processo di selezione con un bando pubblicato dalla Fondazione Molina, in cui per statuto è a fare la scelta é il Consiglio d’Amministrazione, a sua volta composto da cinque membri nominati dal sindaco di Varese, uno dei quali su indicazione del prevosto. “Siamo una Fondazione privata, pur con nomine pubbliche”, ha sottolineato in occasione della presentazione il presidente-reggente Graglia rispondendo a RMFonline. “Avremmo quindi potuto procedere con le sole nostre valutazioni interne, ma abbiamo preferito una procedura che offrisse la massima trasparenza, affidando la selezione a una società di consulenza specializzata”.

Le candidature pervenute sono state sorprendentemente numerose: “circa duecento” – conferma Graglia – con profili differenziati e anche da luoghi lontani, fin dalle Marche”. La prima selezione, basata su titoli e curricula, ha prodotto una “short list” di 20 super-candidati, ulteriormente ridotti a 8, oggetto di interviste individuali condotte dal CdA. Secondo fonti informate esterne che abbiamo consultato, si sarebbe trattato di profili di alto livello, qualcuno altissimo anche se accompagnato da richieste economiche considerate non compatibili col bando e con gli standard delle RSA.

Proprio in questa fase finale ha fatto irruzione la novità di quel che succedeva intanto a Milano: poco prima di Natale, il direttore dell’Istituto dei Tumori, Nicora, – ex DG a Bergamo, al San Matteo di Pavia, direttore sanitaria al Niguarda e anche vicepresidente della Federazione Aziende sanitarie e ospedaliere – apprendeva che non sarebbe stato ulteriormente confermato per un altro triennio. Non comunicati i motivi, anche se non è da escludere che, arrivato a 67 anni e quindi alla soglia del pensionamento, poi scattato, per il medico-manager, si potesse considerare “fisiologica” una sostituzione. Che poi veniva fatta con un’altra manager, Maria Teresa Montella, questa volta una romagnola, con esperienza anche nelle Marche. Sia Nicora sia Montella sono considerati “vicini a Comunione e Liberazione”. Questa volta non ci sono in mezzo bandi di candidatura, selezioni, “cacciatori di teste”. A decidere, da statuto, è l’azionista: la nomina, secondo Statuto, è infatti del CdA, “su indicazione del presidente della Regione Lombardia”, quindi un altro varesino, Attilio Fontana, anche se a fare davvero la scelta, ratificata dalla Giunta il 30 dicembre, sarebbe stato l’assessore Guido Bertolaso. L’ultima settimana dell’anno è temporalesca. il 24 dicembre con una mail allo staff dell’Istituto Tumori Nicora esprime apertamente la sua delusione per una conferma mancata e riteneva scontata e annuncia le dimissioni a far data dal 30 dicembre.

Le polemiche non mancano. In Regione di AVS Onorio Rosati parla di “annuali giri di valzer senza conoscere motivazioni e criteri”. Il capogruppo del Pd Pierfrancesco Maiorino accusa: “ennesima infornata di poltrone senza senso. La sanità lombarda sempre più una questione di potere”.

parco-interno-fondazione-molina_A Varese, non si fanno scappare l’occasione, come intuiscono il presidente Castelletti (allora ancora in carica) e il suo vice Graglia : “Quando abbiamo saputo della nuova situazione e della disponibilità del dottor Nicora, abbiamo operato di conseguenza” dice il secondo. Pochi giorni per acquisire il dossier-Molina, incontrare il Consiglio d’amministrazione e il “grande ritorno” a Varese, dopo le esperienze di un quarto di secolo fa come responsabile del sistema informativo di Ospedale e ASST. “La Fondazione Molina è una risorsa preziosa per il territorio e non è solo una RSA, anche perché nuove esigenze crescono” sono le prime parole pubbliche. I numeri lo confermano: con più di 600 addetti, 470 posti letto, di cui 335 per le attività “classiche” di RSA e altri distribuiti tra Alzheimer, stati subacuti, stati vegetativi, cure palliative, un folto nucleo psico-geriatrico, il Molina è un polo sempre più centrale per il territorio. Con un problema che se è tipico del mondo della sanità e dell’assistenza, a Varese lo è ancora di più: riempire gli organici del personale. Resta aperta la casella del Presidente, per il sindaco Galimberti, cui spetta la nomina, “la cosa più urgente era la nomina del direttore, figura importante per una struttura come il Molina. Nelle prossime settimane si procederà alla nomina del nuovo presidente”.

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